<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031</id><updated>2012-02-16T11:43:16.533-08:00</updated><category term='Τρίχορδο'/><category term='Παπαδόπουλος Δημήτρης'/><category term='Πομώνη Χαρά'/><category term='Καρακότας Βασίλης'/><category term='Λαϊκό τραγούδι'/><category term='Παπαδόπουλος Κώστας'/><category term='Shankar'/><category term='Θεοδωράκης Μίκης'/><category term='LUIGI PIRANDELLO'/><category term='Καραδημήτρης Παναγιώτης'/><category term='Μουσική'/><category term='Θεσσαλονίκη'/><category term='Μπουζούκι'/><category term='Έλληνες συνθέτες'/><category term='Ελληνικό τραγούδι'/><category term='Έλληνες στιχουργοί'/><category term='Κώστογλου Μάριος'/><title type='text'>Γραφιάδες</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Θανάσης Αθανάσιος</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05421399701303598970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/SsEbgGcreLI/AAAAAAAAAJA/AzWZMCklBG8/S220/02_la_gass_kosuth.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>14</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-6465311820770867046</id><published>2011-07-08T05:24:00.000-07:00</published><updated>2011-07-08T05:25:21.009-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LUIGI PIRANDELLO'/><title type='text'>La camera in attesa</title><content type='html'>&lt;h3&gt;La camera in attesa&lt;/h3&gt; &lt;p class="normale"&gt;Si dà pur luce ogni mattino a questa camera, quando una delle tre sorelle a turno  viene a ripulirla senza guardarsi attorno. L’ombra, tuttavia, appena le persiane e le vetrate della  finestra sono richiuse e raccostati gli scuri, si fa subito cruda, come in un sotterraneo; e subito,  come se quella finestra non sia stata aperta da anni, il crudo di quest’ombra s’avverte, diventa  quasi l’alito sensibile del silenzio sospeso vano sui mobili e gli oggetti, i quali, a lor volta,  par che rimangano sgomenti, ogni giorno, della cura con cui sono stati spolverati, ripuliti e  rimessi in ordine.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Il calendario a muro presso la finestra è certo che rimane col senso dello  strappo d’un altro fogliolino, come se gli paja una inutile crudeltà che gli si faccia segnar la  data in quell’ombra vana e in quel silenzio. E il vecchio orologio di bronzo, in forma d’anfora, sul  piano di marmo del cassettone, pare che avverta la violenza che gli fanno costringendolo a staccare  ancora là dentro il suo cupo tic-tac.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Sul tavolino da notte, però, la boccetta dell’acqua, di cristallo verde dorato,  panciuta, incappellata del suo lungo bicchiere capovolto, pigliando di tra gli scuri accostati della  finestra dirimpetto un filo di luce, sembra ridere di tutto quello sgomento diffuso nella camera.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;C’è, in realtà, alcunché di vivo e d’arguto su quel tavolino da notte.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Il riso della boccetta dell’acqua viene sì senza dubbio dal filo di luce, ma  forse perché con questo filo di luce quella boccetta panciuta può scorgere su la lucida lastra di  bardiglio le smorfie delle due figurine d’una scatola di fiammiferi posata lì da quattordici mesi  ormai, perché sia pronta a un bisogno ad accendere la candela, anch’essa da quattordici mesi  confitta nella bugia di ferro smaltato, in forma di trifoglio, col manichetto e il bocciuolo  d’ottone.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Nell’attesa della fiamma che deve consumarla, s’è ingiallita quella candela sul  trifoglio della bugia, come una vergine matura. E c’è da scommettere che le due figurine  monellescamente smorfiose della scatola di fiammiferi la paragonino alle tre sorelle stagionate che  vengono un giorno per una a ripulire e a rimettere in ordine la camera.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Via, benché intatta ancora, povera vergine candela, dovrebbero cambiarla le tre  sorelle, se non proprio ogni giorno come fanno per l’acqua della boccetta (che anche perciò è così  viva e pronta a ridere a ogni filo di luce), almeno a ogni quindici giorni, a ogni mese, via! per  non vederla così gialla, per non vedere in quel giallore i quattordici mesi che sono passati senza  che nessuno sia venuto ad accenderla, la sera, su quel tavolino da notte.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;È veramente una dimenticanza deplorevole, perché non solo l’acqua della boccetta,  ma cambiano tutto quelle tre sorelle: ogni quindici giorni le lenzuola e le foderette del letto,  rifatto con amorosa diligenza ogni mattina come se davvero qualcuno vi abbia dormito; due volte la  settimana, la camicia da notte, che ogni sera, dopo rimboccate le coperte, vien tratta dal sacchetto  di raso appeso col nastrino azzurro alla testa della lettiera bianca, e distesa sul letto con la  falda di dietro debitamente rialzata. E han cambiato, oh Dio, finanche le pantofole davanti la  poltroncina a piè del letto. Sicuro: le vecchie buttate via, dentro il comodino, e al loro posto, lì  su lo scendiletto un pajo nuove, di velluto, ricamate dall’ultima delle tre. E il calendario? Quello  lì, presso la finestra, è già il secondo. L’altro, dell’anno scorso, s’è sentito strappare a uno a  uno tutti i giorni dei dodici mesi, uno ogni mattina con inesorabile puntualità. E non c’è pericolo  che la maggiore delle tre sorelle, ogni sabato alle quattro del pomeriggio, si dimentichi d’entrare  nella camera per ridar la corda a quel vecchio orologio di bronzo sul cassettone, che con tanto  risentimento rompe il silenzio ticchettando e muove le due lancette sul quadrante piano piano, che  non si veda, come se voglia dire che non lo fa apposta, lui, per suo piacere, ma perché forzato  dalla corda che gli danno.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Le due figurine smorfiose della scatola evidentemente non vedono, come possono  vederlo il vecchio orologio di bronzo col bianco occhio tondo del quadrante e il calendario  dall’alto della parete col numero rosso che segna la data, il lugubre effetto di quella camicia da  notte stesa lì sul letto e di quelle due pantofole nuove in attesa su lo scendiletto davanti la  poltroncina.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Quanto alla candela confitta lì sul trifoglio della bugia, oh essa è così diritta  e assorta nella sua gialla rigidità, che non si cura del dileggio di quelle due figurine smorfiose e  del riso della panciuta boccetta, sapendo bene che cosa sta ad attendere lì, ancora intatta, così  ingiallita.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Che cosa?&lt;/p&gt; &lt;p class="normale" style="margin-top:12.0pt"&gt;Il fatto è che da quattordici mesi quelle tre sorelle e  la loro madre inferma credono di potere e di dovere aspettare così il &lt;i&gt;probabile&lt;/i&gt; ritorno del  fratello e figliuolo Cesarino, sottotenente di complemento nel 25° fanteria, partito (ormai son piú  di due anni) per la Tripolitania e colà distaccato nel Fezzan.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Da quattordici mesi, è vero, non hanno piú notizia di lui. C’è di piú. Dopo tante  ricerche angosciose, suppliche e istanze, è arrivata alla fine dal Comando della Colonia la  comunicazione ufficiale che il sottotenente Mochi Cesare, dopo un combattimento coi ribelli, non  trovandosi né tra i morti né tra i feriti né tra i prigionieri, di cui si è riuscito ad avere  notizia certa, deve ritenersi disperso, anzi scomparso senz’alcuna traccia.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Il caso ha destato in principio molta pietà in tutti i vicini e conoscenti di  quella mamma e di quelle tre sorelle. A poco a poco però la pietà s’è raffreddata ed è cominciata  invece una certa irritazione, in qualcuno anche una vera indignazione per questa che pare "una  commedia", della camera cioè temuta così puntualmente in ordine, finanche con la camicia da notte  stesa sul letto rimboccato; quasi che con questa "commedia" quelle quattro donne vogliano negare il  tributo di lagrime a quel povero giovine e risparmiare a se stesse il dolore di piangerlo morto.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Troppo presto han dimenticato i vicini e conoscenti che essi, proprio essi,  all’arrivo della comunicazione del Comando della Colonia, quando quella madre e quelle tre sorelle  s’eran pur messe a piangere morto il loro caro levando grida strazianti, le han persuase a lungo e  con tanti argomenti uno piú efficace dell’altro a non disperarsi così. Perché piangerlo morto – han  detto – se chiaramente in quella comunicazione s’annunziava che l’ufficiale Mochi tra i morti non  s’era trovato? Era disperso; poteva ritornare da un momento all’altro: ma anche dopo un anno, chi  sa! Nell’Africa, ramingo, nascosto... E sono stati pur essi a sconsigliare e quasi impedire che  quella madre e quelle tre sorelle si vestissero di nero, come voler vano anche nell’incertezza. –  No, di nero – hanno detto; perché quel malaugurio? E alla prima speranza di quelle poverine che  s’esprimeva ancora in forma di dubbio: "Chi sa... sì, forse è vivo", si sono affrettati a  rispondere:&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;– Ma sarà vivo sì! È vivo certamente!&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Ebbene, non è naturale adesso che, mancando davvero ogni fondamento di certezza  alla supposizione che il loro caro sia morto, e accolta invece, come tutti hanno voluto l’illusione  che sia vivo, quella povera mamma inferma, quelle tre sorelle diano quanto piú possono consistenza  di realtà a questa illusione? Ma sì, appunto, lasciando la camera in attesa. rifacendola con cura  minuziosa, traendo ogni sera dal sacchetto la camicia da notte e stendendola su le coperte  rimboccate. Perché, se si son lasciate persuadere a non piangerlo morto, a non disperarsi della sua  morte, devono per forza far vedere a lui, vivo per loro a lui che veramente può sopravvenire da un  momento all’altro, che ecco, tanto esse ne sono state certe, che gli hanno finanche preparato ogni  sera la camicia da notte lì sul letto, sul suo lettino rifatto ogni mattina, come se egli davvero la  notte vi abbia dormito. Ed ecco là le nuove pantofole che Margheritina, aspettando. non si è  contentata soltanto di ricamare, ma ha voluto anche far mettere su da un calzolajo, perché egli  appena tornato le trovi pronte al posto delle vecchie.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Scusate tanto:&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;– O che non son forse morti il vostro figliuolo, la vostra figliuola, quando sono  partiti per gli studii nella grande città lontana?&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Ah, voi fate gli scongiuri? mi date sulla voce, gridando che non sono morti  nient’affatto? che saran di ritorno a fin d’anno e che intanto ricevete puntualmente loro notizie  due volte la settimana?&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Calmatevi, sì, via, lo credo bene. Ma come va che, passato l’anno, quando il  vostro figliuolo o la vostra figliuola ritornano con un anno di piú dalla grande città, voi restate  stupiti, storditi davanti a loro; e voi, proprio voi, con le mani aperte come a parare un dubbio che  vi sgomenta, esclamate:&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;– Oh Dio, ma sei proprio tu? Oh Dio, come s’è fatta un’altra!&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Non solo nell’anima, un’altra, cioè nel modo di pensare e di sentire; ma anche  nel suono della voce, anche nel corpo un’altra, nel modo di gestire, di muoversi, di guardare, di  sorridere...&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;E, con smarrimento, vi domandate:&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;– Ma come? erano proprio così i suoi occhi? Avrei potuto giurare che il suo  nasino, quand’è partita, era un pochino all’insù...&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;La verità è che voi non riconoscete nel vostro figliuolo o nella vostra  figliuola, ritornati dopo un anno, quella stessa realtà che davate loro prima che partissero. Non  c’è piú, è morta quella realtà. Eppure voi non vi vestite di nero per questa morte e non piangete...  ovvero sì, ne piangete, se vi fa dolore quest’altro che vi è ritornato invece del vostro figliuolo,  quest’altro che voi non potete, non sapete piú riconoscere.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Il vostro figliuolo, quello che voi conoscevate prima che partisse, è morto,  credetelo, è morto. Solo l’esserci d’un corpo (e pur esso tanto cambiato!) vi fa dire di no. Ma lo  avvertite bene, voi, ch’era un altro, quello partito un anno fa, che non e piú ritornato.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Ebbene, precisamente come non ritorna piú alla sua mamma e alle sue tre sorelle  questo Cesarino Mochi partito da due anni per la Tripolitania e colà distaccato nel Fezzan.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Voi lo sapete bene, ora, che la realtà non dipende dall’esserci o dal non esserci  di un corpo. Può esserci il corpo, ed esser morto per la realtà che voi gli davate. Quel che fa la  vita, dunque, è la realtà che voi le date. E dunque realmente può bastare alla mamma e alle tre  sorelle di Cesarino Mochi la vita ch’egli seguita ad avere per esse, qua nella realtà degli atti che  compiono per lui, in questa camera che lo attende in ordine, pronta ad accoglierlo tal quale egli  era prima che partisse.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Ah, non c’è pericolo per quella mamma e per quelle tre sorelle ch’egli ritorni Un  altro, com’è avvenuto per il vostro figliuolo a fin d’anno.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;La realtà di Cesarino è inalterabile qua nella sua camera e nel cuore e nella  mente di quella mamma e di quelle tre sorelle, che per sé, fuori di questa, non ne hanno altra.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale" style="margin-top:12.0pt"&gt;– Tittì, quanti ne abbiamo del mese?  – domanda dal  seggiolone la mamma inferma all’ultima delle tre figliuole.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;– Quindici, – risponde Margherita, alzando il capo dal libro ma non ne è ben  certa e domanda a sua volta alle due sorelle:  – Quindici, è vero?&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;– Quindici, sì,  – conferma Nanda, la maggiore, dal telaio.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;– Quindici, – ripete Flavia che cuce.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Su la fronte di tutte e tre s’incide, per quella domanda della madre a Cui hanno  risposto, la stessa ruga.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Nella quiete della vasta sala da pranzo luminosa, velata da candide tendine di  mussola, è entrato un pensiero, che di solito, non per istudio, ma istintivamente è tenuto lontano  dalle quattro donne: il pensiero del tempo che passa.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Le tre sorelle hanno indovinato il perché di questo pensiero pauroso nella mente  della madre inferma. abbandonata sul seggiolone; e perciò han corrugato la fronte.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Non è già per Cesarino.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;C’è un’altra, c’è un’altra – non qua, nella casa, ma che della casa, forse  domani, chi sa! potrebbe essere la regina – Claretta, la fidanzata del fratello – c’è lei, sì,  purtroppo, che fa pensare al tempo che passa.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;La mamma, domandando a quanti si è del mese, ha voluto contare i giorni che son  passati dall’ultima visita di Claretta.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Veniva prima ogni giorno la cara bambina (bambina veramente, Claretta, per quelle  tre sorelle anziane) quasi ogni giorno, con la speranza che fosse arrivata la notizia; perché era  certa, piú certa di tutte, lei, che la notizia sarebbe presto arrivata. E allora entrava festosa  nella camera del fidanzato e vi lasciava sempre qualche fiore e una lettera. Sì, perché seguitava a  scrivere lei, come al solito, ogni sera, a Cesarino. Le lettere, invece di spedirle, ecco veniva a  lasciarle qua perché le trovasse, Cesarino, subito appena arrivato.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Il fiore avvizziva, la lettera restava.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Pensava forse Claretta, nel trovare sotto il fiore vizzo la lettera del giorno  precedente, che anche il profumo di questa era svanito senz’avere inebriato nessuno? La riponeva nel  cassetto della piccola scrivania presso la finestra e al suo posto lasciava la nuova e sopra vi  posava un fiore nuovo.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Durò a lungo, per mesi e mesi, questa cura gentile. Ma un giorno la piccina  venne, con piú fiori, si, ma senza lettera. Disse che aveva scritto la sera precedente, oh anche piú  a lungo del solito, e che ogni sera avrebbe seguitato a scrivere, ma in un taccuino, perché la mamma  le aveva fatto notare ch’era un inutile sciupio di carta da lettere e di buste.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Veramente era così: ciò che importava era il pensiero di scrivere ogni giorno;  che poi scrivesse in carta da lettere o nel taccuino, era lo stesso.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Se non che, con quella lettera cominciò anche a mancare la visita giornaliera di  Claretta. Dapprima tre volte, poi due, poi prese a venire una sola volta per settimana. Poi con la  scusa del lutto per la morte della nonna materna, stette piú di quindici giorni senza venire. E alla  fine, quando – non spontaneamente, ma condotta dalle sorelle – rientro per la prima volta, vestita  di nero, nella camera di Cesarino, avvenne una scena inattesa, che per poco non fece scoppiare  d’angoscia il cuore di quelle tre poverine. Tutt’a un tratto, così vestita di nero, appena entrata,  si rovesciò sul lettino bianco di Cesarino, rompendo in un pianto disperato.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Perché? che c’entrava? Rimase stordita, come smarrita, dopo, di fronte allo  stupore angoscioso, al tremore di quelle tre sorelle pallide, livide; disse che non sapeva lei  stessa com’era stato, come le era avvenuto... Si scusò; ne incolpò il suo abito nero, il dolore per  la morte della nonna... Riprese, a ogni modo, a venire una volta la settimana.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Ma le tre sorelle provavano ora un certo ritegno a condurla nella camera in  attesa; ed ella né c’entrava da sì, né chiedeva alle tre sorelle che ve la conducessero. E di  Cesarino quasi non parlavano piú.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Tre mesi fa, venne di nuovo vestita di abiti gaj, primaverili, risbocciata come  un fiore, tutta accesa e vivace come da gran tempo le tre sorelle e la loro povera mamma non  l’avevano piú veduta. Recò tanti, tanti fiori e volle lei stessa con le sue mani portarli nella  camera di Cesarino e distribuirli in vasetti su la piccola scrivania, sul tavolino da notte, sul  cassettone. Disse che aveva fatto un bel sogno.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Rimasero con l’affanno, oppresse e quasi sgomente di quella vivacità esuberante,  di quella rinata gajezza della bambina, le tre sorelle sempre piú pallide e piú livide. Sentirono,  appena cessato il primo stordimento, come l’urto d’una violenza crudele, l’urto della vita che  rifioriva prepotente in quella bambina e che non poteva piú esser contenuta nel silenzio di  quell’attesa, a cui esse con le religiose cure delle loro mani gracili e fredde davano ancora e  tenacemente volevano dar sempre una larva di vita, tanta che bastasse a loro. E non fecero nessuna  opposizione, quando Claretta facendosi rossa rossa, disse che le era nata una grande curiosità di  sapere che cosa aveva scritto a Cesarino nelle sue prime lettere di piú d’un anno fa, chiuse nel  cassetto della scrivania.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Piú di cento dovevano essere quelle lettere, centoventidue o centoventitré. Le  voleva rileggere; le avrebbe poi conservate lei, per Cesarino, insieme coi taccuini. E a dieci per  volta se l’era tutte riportate a casa.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Da allora le visite si sono diradate. La vecchia mamma inferma, guardando fiso il  bracciolo del seggiolone, conta i giorni che son passati dall’ultima visita; ed è curioso, che tanto  per lei, quanto per le tre figliuole con la fronte corrugata, questi giorni s’assommino e si  facciano troppi, mentre per Cesarino che non torna, il tempo non passa mai; è come se fosse partito  jeri, Cesarino, anzi come se non fosse partito affatto, ma fosse solo uscito di casa e dovesse  rientrare da un momento all’altro, per sedersi a tavola con loro e poi andare a dormire nel suo  lettino lì pronto.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale" style="margin-top:12.0pt"&gt;Il crollo è dato alla povera mamma dalla notizia che  Claretta s’è rifatta sposa.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Era da attendersela, questa notizia, poiché già da due mesi, Claretta non si  faceva piú vedere. Ma le tre sorelle, meno vecchie e perciò meno deboli della mamma, s’ostinano a  dire di no, che questo tradimento non se l’aspettavano. Vogliono a ogni costo resistere al crollo  esse, e dicono che Claretta s’è fatta sposa con un altro, non perché Cesarino sia morto ed ella non  abbia perciò veramente nessuna ragione piú d’aspettarne ancora il ritorno, ma perché dopo sedici  mesi s’è stancata d’aspettarlo. Dicono che la loro mamma muore, non perché il nuovo fidanzamento di  Claretta le abbia fatto crollare l’illusione sempre piú fievole del ritorno del suo figliuolo, ma  per la pena che il suo Cesarino sentirà, al suo ritorno di questo crudele tradimento di Claretta.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;E la mamma, dal letto, dice di sì, che muore di questa pena; ma negli occhi ha  come un riso di luce.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Le tre figliuole glieli guardano, quegli occhi, con invidia accorata. Ella tra  poco, andrà a vedere di là se lui c’è: si leverà da quest’ansia della lunghissima attesa; avrà la  certezza, lei; ma non potrà tornare per da me l’annunzio a loro.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Vorrebbe dire, la mamma, che non c’è bisogno di quest’annunzio, perché è già  certa che lei lo troverà di là, il suo Cesarino; ma no, non lo dice; sente una grande pietà per le  sue tre povere figliuole che restano sole qua e hanno tanto bisogno di pensare e di credere che  Cesarino sia ancora vivo, per loro, e che un giorno o l’altro debba ritornare; ed ecco, vela  dolcemente la luce degli occhi e fino all’ultimo, fino all’ultimo vuol rimanere attaccata  all’illusione delle tre figliuole, perché anche dal suo ultimo respiro quest’illusione tragga alito  e seguiti a vivere per loro. Con l’estremo filo di voce sospira:&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;– Glielo direte che l’ho tanto aspettato...&lt;/p&gt; &lt;p class="normale" style="margin-top:12.0pt"&gt;Nella notte i quattro ceri funebri ardono ai quattro  angoli del letto, e di tratto in tratto hanno un lieve scoppiettìo, che fa vacillare appena la lunga  fiamma gialla.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;Tanto è il silenzio della casa, che gli scoppiettii di quei ceri, per quanto  lievi, arrivano di là alla camera in attesa, e quella candela ingiallita, da sedici mesi confitta  sul trifoglio della bugia, quella candela derisa dalle due figurine smorfiose della scatola di  fiammiferi, ad ogni scoppiettìo pare che abbia un sussulto da cui possa trar fiamma anche lei, per  vegliare un altro morto qui, sul letto intatto.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;È per quella candela una rivincita. Difatti, quella sera, non è stata cambiata  l’acqua della boccetta, né tratta dal sacchetto e stesa sulle coperte rimboccate la camicia da  notte. E segna la data di jeri il calendario a muro.&lt;/p&gt; &lt;p class="normale"&gt;S’è arrestata d’un giorno, e pare per sempre, nella camera, quell’illusione di  vita.&lt;/p&gt; Solo il vecchio orologio di bronzo sul cassettone seguita cupo e piú sgomento che  mai a parlare del tempo in quella buja attesa senza fine&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-6465311820770867046?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/6465311820770867046/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2011/07/la-camera-in-attesa.html#comment-form' title='1 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/6465311820770867046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/6465311820770867046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2011/07/la-camera-in-attesa.html' title='La camera in attesa'/><author><name>Ελένη Γεωργίου</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07534702777957926128</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ldg-_DCx5bk/TIoMUL4kkGI/AAAAAAAAAPg/3R0iQ4a-h_A/S220/4-2%CE%B5%CE%BB%CE%B5%CE%BB%CE%B5%CE%BB.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-8442001860527703724</id><published>2010-06-25T03:34:00.000-07:00</published><updated>2010-06-25T03:35:52.225-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shankar'/><title type='text'>Ravi Shankar - West Eats Meat</title><content type='html'>&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/a6Zkkuv8J7Y&amp;amp;hl=el_GR&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/a6Zkkuv8J7Y&amp;amp;hl=el_GR&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="385" width="480"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-8442001860527703724?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/8442001860527703724/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2010/06/ravi-shankar-west-eats-meat.html#comment-form' title='0 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/8442001860527703724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/8442001860527703724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2010/06/ravi-shankar-west-eats-meat.html' title='Ravi Shankar - West Eats Meat'/><author><name>Θανάσης Αθανάσιος</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05421399701303598970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/SsEbgGcreLI/AAAAAAAAAJA/AzWZMCklBG8/S220/02_la_gass_kosuth.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-5032403973449729997</id><published>2010-05-09T13:17:00.000-07:00</published><updated>2010-05-09T13:18:30.800-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;ζαχαροπλαστείο δύο μοίρες ανατολικότερα&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;κόκα κόλα LSD σκανγκ άθλιος μεθυσμός&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;πλημμύρισε η άνοιξη &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;don't be afraid babe&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;όλο και σε κάποια αμμουδιά θα μας αφήσουν &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;τα ελικόπτερα&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;μείνε εκεί&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;στη θέση του συνοδηγού&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;εγώ όλη νύχτα θα τρέχω ιλιγγιωδώς καταπάνω σου&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;κι ας γράφει το όριο ταχύτητας σαράντα&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-5032403973449729997?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/5032403973449729997/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2010/05/lsd-dont-be-afraid-babe.html#comment-form' title='4 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/5032403973449729997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/5032403973449729997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2010/05/lsd-dont-be-afraid-babe.html' title=''/><author><name>Φαίδρα Φις</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08561959353414200336</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ewHgFFi1dYo/TrLwYvdDd2I/AAAAAAAAD2U/HBdqRmUA9zk/s220/f001_4_sepia.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-5633848075292600985</id><published>2010-05-07T11:51:00.000-07:00</published><updated>2010-05-07T11:51:21.587-07:00</updated><title type='text'>Rachmaninov plays Rachmaninov</title><content type='html'>&lt;object style="background-image: url(&amp;quot;http://i3.ytimg.com/vi/Z8ytY57u8_4/hqdefault.jpg&amp;quot;);" height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Z8ytY57u8_4&amp;amp;hl=el_GR&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Z8ytY57u8_4&amp;amp;hl=el_GR&amp;amp;fs=1" allowscriptaccess="never" allowfullscreen="true" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-5633848075292600985?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/5633848075292600985/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2010/05/rachmaninov-plays-rachmaninov.html#comment-form' title='1 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/5633848075292600985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/5633848075292600985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2010/05/rachmaninov-plays-rachmaninov.html' title='Rachmaninov plays Rachmaninov'/><author><name>Ελένη Γεωργίου</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07534702777957926128</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_ldg-_DCx5bk/TIoMUL4kkGI/AAAAAAAAAPg/3R0iQ4a-h_A/S220/4-2%CE%B5%CE%BB%CE%B5%CE%BB%CE%B5%CE%BB.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-2828720868045172391</id><published>2010-05-07T07:45:00.001-07:00</published><updated>2010-05-07T07:45:24.316-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Όταν καταψηφίζεις χωρίς να προτείνεις&lt;br /&gt;πώς λέγεσαι;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-2828720868045172391?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/2828720868045172391/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2010/05/blog-post.html#comment-form' title='0 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/2828720868045172391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/2828720868045172391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2010/05/blog-post.html' title=''/><author><name>Θανάσης Αθανάσιος</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05421399701303598970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/SsEbgGcreLI/AAAAAAAAAJA/AzWZMCklBG8/S220/02_la_gass_kosuth.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-8893255234955388348</id><published>2010-04-19T20:35:00.000-07:00</published><updated>2010-04-19T20:36:00.218-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Θα σας εκνευρίσουμε πολύ με αυτό το post! Το ξέρετε ότι υπάρχουν κάποιοι βουλευτές και όσοι είναι άνω των 65 ετών που παίρνουν την σύνταξη τους αλλά και τον μισθό τους και... ξεπερνούν τα 15.000 ευρώ τον μήνα; Βάλτε τα χρόνια που είναι κάποιος βουλευτής στην βουλή για να είναι συνταξιούχος και θα σας βγει αυτό το ποσό!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://trelokouneli.blogspot.com/"&gt;http://trelokouneli.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-8893255234955388348?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/8893255234955388348/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2010/04/post-65.html#comment-form' title='0 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/8893255234955388348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/8893255234955388348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2010/04/post-65.html' title=''/><author><name>Θανάσης Αθανάσιος</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05421399701303598970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/SsEbgGcreLI/AAAAAAAAAJA/AzWZMCklBG8/S220/02_la_gass_kosuth.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-649463535850678201</id><published>2010-01-29T12:57:00.000-08:00</published><updated>2010-01-29T13:10:15.064-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Τρίχορδο'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Λαϊκό τραγούδι'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Μπουζούκι'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Παπαδόπουλος Κώστας'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Καραδημήτρης Παναγιώτης'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ελληνικό τραγούδι'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Έλληνες στιχουργοί'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Θεσσαλονίκη'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Καρακότας Βασίλης'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Μουσική'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Έλληνες συνθέτες'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Θεοδωράκης Μίκης'/><title type='text'>Ο Κώστας Παπαδόπουλος στη μουσική σκηνή "Αίγλη" - Θεσσαλονίκη, Φεβρουάριος 2010 ~ Η ΜΟΥΣΙΚΗ ΠΟΥ ΑΓΑΠΗΣΑ</title><content type='html'>&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Bif1p_-nDq0&amp;amp;hl=en_US&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Bif1p_-nDq0&amp;amp;hl=en_US&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Μίκης Θεοδωράκης&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Στα περβόλια&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(από το έργο &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Το τραγούδι του νεκρού αδελφού&lt;/span&gt; (1962) / σόλο μπουζούκι: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Κώστας Παπαδόπουλος&lt;/span&gt; - τραγούδι: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Μίκης Θεοδωράκης&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Στη μουσική σκηνή «&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Αίγλη&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;» στη Θεσσαλονίκη θα βρίσκεται ο &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Κώστας Παπαδόπουλος&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt; κάθε &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Πέμπτη, Παρασκευή και Σάββατο &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;τον Φεβρουάριο. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);font-family:trebuchet ms;" &gt;Μαζί του θα εμφανίζονται ο &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Παναγιώτης Καραδημήτρης&lt;/span&gt; και ο &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Βασίλης Καρακότας&lt;/span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);font-family:trebuchet ms;" &gt;Το πρόγραμμα αρχίζει στις &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10.30 μ.μ.&lt;/span&gt; και ξεκινά την &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Τσικνοπέμπτη, 4 Φεβρουαρίου 2010&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);font-family:trebuchet ms;" &gt;Μουσική σκηνή «&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Αίγλη&lt;/span&gt;»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);font-family:trebuchet ms;" &gt;Κασσάνδρου &amp;amp; Αγ. Νικολάου 3, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Θεσσαλονίκη&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);font-family:trebuchet ms;" &gt;Τηλέφωνο: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2310.270.016&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://themusiciloved.blogspot.com/2010/01/2010.html#links"&gt;Ο Κώστας Παπαδόπουλος στη μουσική σκηνή "Αίγλη" - Θεσσαλονίκη, Φεβρουάριος 2010 ~ Η ΜΟΥΣΙΚΗ ΠΟΥ ΑΓΑΠΗΣΑ&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-649463535850678201?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/649463535850678201/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2010/01/2010.html#comment-form' title='0 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/649463535850678201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/649463535850678201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2010/01/2010.html' title='Ο Κώστας Παπαδόπουλος στη μουσική σκηνή &quot;Αίγλη&quot; - Θεσσαλονίκη, Φεβρουάριος 2010 ~ Η ΜΟΥΣΙΚΗ ΠΟΥ ΑΓΑΠΗΣΑ'/><author><name>Βίκυ Παπαπροδρόμου</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12198152077396018423</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_JeBaGtxOoPo/Sf2Z36kkBMI/AAAAAAAAASA/KMTXlV4Wxpo/S220/Vicky_PC(17.04.09)-small.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-2509147619619336829</id><published>2009-12-27T12:56:00.000-08:00</published><updated>2009-12-27T12:57:15.197-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Παπαδόπουλος Κώστας'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ελληνικό τραγούδι'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Μουσική'/><title type='text'>Μικρός Ναυτίλος: Κώστας Παπαδόπουλος - ένας θεμέλιος λίθος στο οικοδόμημα της ελληνικής μουσικής</title><content type='html'>&lt;a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://littlenautilus.blogspot.com/2009/12/blog-post_27.html#links"&gt;Μικρός Ναυτίλος: Κώστας Παπαδόπουλος - ένας θεμέλιος λίθος στο οικοδόμημα της ελληνικής μουσικής&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Ένα πανέμορφο, εμπνευσμένο και άκρως ενημερωτικό κείμενο της φίλης μου της Ελένης για τον Κώστα Παπαδόπουλο. Αξίζει να το διαβάσουμε όλοι μας!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-2509147619619336829?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/2509147619619336829/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/12/blog-post_27.html#comment-form' title='0 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/2509147619619336829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/2509147619619336829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/12/blog-post_27.html' title='Μικρός Ναυτίλος: Κώστας Παπαδόπουλος - ένας θεμέλιος λίθος στο οικοδόμημα της ελληνικής μουσικής'/><author><name>Βίκυ Παπαπροδρόμου</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12198152077396018423</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_JeBaGtxOoPo/Sf2Z36kkBMI/AAAAAAAAASA/KMTXlV4Wxpo/S220/Vicky_PC(17.04.09)-small.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-1536785006385683217</id><published>2009-12-26T07:55:00.000-08:00</published><updated>2009-12-26T07:56:58.471-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Παπαδόπουλος Δημήτρης'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Παπαδόπουλος Κώστας'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ελληνικό τραγούδι'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Πομώνη Χαρά'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Κώστογλου Μάριος'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Μουσική'/><title type='text'>Ο Κώστας Παπαδόπουλος επιστρέφει στην Κοκκινιά</title><content type='html'>&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tGXwYWavM9o&amp;amp;hl=en_US&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/tGXwYWavM9o&amp;amp;hl=en_US&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Κοκκινιά 1955&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt; (σύνθεση του &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: trebuchet ms;"&gt;Κώστα Παπαδόπουλου&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Στο &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: trebuchet ms;"&gt;πέτρινο κτίσμα του πολυχώρου «Μάνος Λοΐζος»&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt; (πρώην «Μηχανική Καλλιέργεια», Θηβών 245, τηλ.: 210.49.34.390)) εμφανίζεται ο &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: trebuchet ms;"&gt;Κώστας Παπαδόπουλος&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt; από τις 4 Δεκεμβρίου του 2009. Στις μοναδικές στιγμές που μόνο αυτός ξέρει να μας χαρίζει τον συντροφεύουν οι: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;a href="http://www.avopolis.gr/greviews/default.asp?ID=2883"&gt;Χαρά Πομώνη&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt; (τραγούδι), &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;a href="http://www.translatum.gr/forum/index.php?topic=37285.msg168601#msg168601"&gt;Μάριος Κώστογλου&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt; (κιθάρα, τραγούδι) και &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;a href="http://www.highsociety.gr/default.aspx?newid=268"&gt;Δημήτρης Παπαδόπουλος&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt; (μπουζούκι, τραγούδι).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Πηγή: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.translatum.gr/forum/index.php?board=53.0"&gt;Translatum - Other events&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt; / &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;a href="http://www.translatum.gr/forum/index.php?topic=53809.0"&gt;Ο Κώστας Παπαδόπουλος επιστρέφει στην Κοκκινιά [στον πολυχώρο «Μάνος Λοΐζος» (πρώην «Μηχανική Καλλιέργεια»]&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-1536785006385683217?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/1536785006385683217/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/12/blog-post.html#comment-form' title='2 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/1536785006385683217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/1536785006385683217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/12/blog-post.html' title='Ο Κώστας Παπαδόπουλος επιστρέφει στην Κοκκινιά'/><author><name>Βίκυ Παπαπροδρόμου</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12198152077396018423</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_JeBaGtxOoPo/Sf2Z36kkBMI/AAAAAAAAASA/KMTXlV4Wxpo/S220/Vicky_PC(17.04.09)-small.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-4002729663707631046</id><published>2009-11-16T03:26:00.000-08:00</published><updated>2009-11-16T03:27:06.032-08:00</updated><title type='text'>Για την 17η</title><content type='html'>Εδώ κωλοχανείο&lt;br /&gt;Εδώ κωλοχανείο&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-4002729663707631046?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/4002729663707631046/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/11/17.html#comment-form' title='0 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/4002729663707631046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/4002729663707631046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/11/17.html' title='Για την 17η'/><author><name>Θανάσης Αθανάσιος</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05421399701303598970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/SsEbgGcreLI/AAAAAAAAAJA/AzWZMCklBG8/S220/02_la_gass_kosuth.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-4095825933859737432</id><published>2009-11-06T11:11:00.001-08:00</published><updated>2009-11-06T11:11:39.541-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Σήμερα, Δήμο μ', Πασκαλιά, σήμερα πανηγύρι.&lt;br /&gt;τα παλικάρια χαίρονται και ρίχνουν στο σημάδι,&lt;br /&gt;κι εσύ, Δήμο μ', στα Γιάννινα, στην πόρτα του βιζίρη,&lt;br /&gt;στον άλυσο, στο κούτσουρο, στο έρημο τουμρούκι.&lt;br /&gt;Και όλος ο κόσμος τόλεγαν, και Τούρκοι και Ρωμαίοι.&lt;br /&gt;«Δήμο μου, κάτσε φρόνιμα, νά' χης τ' αρματολίκι.»&lt;br /&gt;- «Και τι κακό σας έκαμα και κλαίετε από μένα;&lt;br /&gt;Να δώκη ο Θεός κι η Παναγιά, και αφέντης Άγι-Γιώργης,&lt;br /&gt;να γιάνη το χεράκι μου,να ζώσω το σπαθί μου...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-4095825933859737432?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/4095825933859737432/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/11/blog-post.html#comment-form' title='2 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/4095825933859737432'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/4095825933859737432'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/11/blog-post.html' title=''/><author><name>Θανάσης Αθανάσιος</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05421399701303598970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/SsEbgGcreLI/AAAAAAAAAJA/AzWZMCklBG8/S220/02_la_gass_kosuth.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-2754011648978379989</id><published>2009-10-28T10:27:00.000-07:00</published><updated>2009-10-28T10:37:57.148-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>άνανδρη χαρακτήρισαν την επίθεση εναντίον των αστυνομικών...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;φυσικά είναι αστεία η τακτική των δημοσιογράφων..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Το ζήτημα είναι πως η δημοκρατία είναι η χειρότερη δικτατορία..&lt;br /&gt;επιβάλλεται με τόση ευκολία ώστε εξωθεί το άτομο&lt;br /&gt;στην μεγαλύτερη αλλοτρίωση: να υποτάσσεται αυτοβούλως.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-2754011648978379989?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/2754011648978379989/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/10/blog-post_28.html#comment-form' title='2 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/2754011648978379989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/2754011648978379989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/10/blog-post_28.html' title=''/><author><name>Θανάσης Αθανάσιος</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05421399701303598970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/SsEbgGcreLI/AAAAAAAAAJA/AzWZMCklBG8/S220/02_la_gass_kosuth.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-9215388373791898622</id><published>2009-10-07T16:51:00.002-07:00</published><updated>2009-10-07T16:53:56.721-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/Ss0pxowJxCI/AAAAAAAAALI/zB5RcKsjZr0/s1600-h/wjpic01.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390010261762065442" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 218px; CURSOR: hand; HEIGHT: 303px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/Ss0pxowJxCI/AAAAAAAAALI/zB5RcKsjZr0/s320/wjpic01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/Ss0p3YwnfVI/AAAAAAAAALQ/Q6b0LDnn9xk/s1600-h/wjpic02.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390010360548261202" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 219px; CURSOR: hand; HEIGHT: 302px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/Ss0p3YwnfVI/AAAAAAAAALQ/Q6b0LDnn9xk/s320/wjpic02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-9215388373791898622?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/9215388373791898622/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/10/blog-post_1922.html#comment-form' title='2 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/9215388373791898622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/9215388373791898622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/10/blog-post_1922.html' title=''/><author><name>Θανάσης Αθανάσιος</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05421399701303598970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/SsEbgGcreLI/AAAAAAAAAJA/AzWZMCklBG8/S220/02_la_gass_kosuth.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/Ss0pxowJxCI/AAAAAAAAALI/zB5RcKsjZr0/s72-c/wjpic01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6651259351232866031.post-609077325239959570</id><published>2009-10-07T16:51:00.001-07:00</published><updated>2009-10-07T16:51:35.569-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/Ss0pgsfopdI/AAAAAAAAALA/luVy13GDMa0/s1600-h/papathemelis.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 235px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/Ss0pgsfopdI/AAAAAAAAALA/luVy13GDMa0/s320/papathemelis.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390009970708751826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6651259351232866031-609077325239959570?l=grafiades.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://grafiades.blogspot.com/feeds/609077325239959570/comments/default' title='Σχόλια ανάρτησης'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/10/blog-post_07.html#comment-form' title='0 σχόλια'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/609077325239959570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6651259351232866031/posts/default/609077325239959570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://grafiades.blogspot.com/2009/10/blog-post_07.html' title=''/><author><name>Θανάσης Αθανάσιος</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05421399701303598970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/SsEbgGcreLI/AAAAAAAAAJA/AzWZMCklBG8/S220/02_la_gass_kosuth.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_L0Qv0NMFcfI/Ss0pgsfopdI/AAAAAAAAALA/luVy13GDMa0/s72-c/papathemelis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
